Per molto tempo si è pensato che il Cristianesimo avrebbe reso più piacevole vivere in questo mondo. Dobbiamo riconoscere che ciò non è avvenuto.
Certamente, la religione cristiana è stata la sorgente di molti progressi sociali; la maggior parte dei valori, come la giustizia, la solidarietà, la tolleranza ecc., provengono dall’eredità cristiana.
Ma il paradosso è che mentre questi valori sono riconosciuti quasi universalmente, il cristianesimo è in crisi; le chiese si svuotano.
Allora, il messaggio cristiano è superato?
NO, perché nonostante tutto, il messaggio cristiano mantiene un’attualità sorprendente. Non è il messaggio del Vangelo che ha fallito, sono i cristiani che non ne hanno tenuto conto!
La crisi del Cristianesimo ci dà motivo allora per fare una distinzione tra religione e fede.
Dobbiamo essere coscienti del senso profondo del messaggio cristiano. Il Cristo non è venuto sulla terra per insegnare una nuova religione o per aiutare gli uomini a migliorare il mondo, ma per salvarli dalla perdizione terna.
Gesù non è solo un maestro di pensiero; è il Salvatore di tutti quelli che credono. Ma un giorno, sarà il giudice di tutti quelli che avranno rifiutato di credere.
Oggi, Salvatore che perdona a chi si pente e crede. Domani, Giudice giusto che non può lasciare passare niente.
Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone. (Tito 2:11-14)



