Lo stagno di fuoco

E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco. (Apocalisse 20:15)

Il giudizio di milioni e milioni di uomini che hanno udito la Parola di Dio, ma che non si sono convertiti e pentiti, e hanno disprezzato la grande ed eterna salvezza in Gesù, sarà particolarmente severo. Quanti avevano il nome di vivere ed invece erano morti. Erano forse onorabili e religiosi, ma non erano nati di nuovo, non erano riconciliati con Dio.

All’angelo della chiesa di Sardi scrivi: Queste cose dice colui che ha i sette spiriti di Dio e le sette stelle: “Io conosco le tue opere: tu hai fama di vivere ma sei morto. (Apocalisse 3:1)

Quanti milioni erano, come Felice ai tempi di Paolo.

E siccome Paolo parlava di giustizia, di autocontrollo e del giudizio futuro, Felice, tutto spaventato, rispose: «Per il momento va’, quando avrò opportunità, ti manderò a chiamare». (Atti 24:25)

Hanno rimandato la propria salvezza fino al momento in cui era troppo tardi. La loro parte e ora lo “stagno di fuoco”, per sempre.

Nessuno pensi che “lo stagno di fuoco”, cioè la “morte seconda” (che è la perdizione), sia un annientamento. “Fuoco” significa giudizio, ma non sempre distruzione. Di satana e dei suoi angeli, che sono gettati nello stagno di fuoco, ci è detto:

Allora il diavolo, che le ha sedotte, sarà gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli. (Apocalisse 20:10)

La Parola di Dio designa un uomo che vive nei suoi peccati come “morto”, eppure non è distrutto.

Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri. Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia, con benignità verso di noi in Cristo Gesù. (Efesini 2:1-7)

Invece di soffocare la paura della perdizione e del fuoco eterno, accetta adesso, se non lo hai ancora fatto, la grazia meravigliosa che Dio offre in Gesù Cristo!

Ora, essendo suoi collaboratori, vi esortiamo a non ricevere invano la grazia di Dio, perché egli dice: «Io ti ho esaudito nel tempo accettevole e ti ho soccorso nel giorno della salvezza». Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salvezza. (2 Corinzi 6:1-2)

Facebooktwitterlinkedintumblr