Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio; pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi, e anche per me, affinché mi sia dato di parlare apertamente per far conoscere con franchezza il mistero del vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, perché lo annunci francamente, come conviene che ne parli. (Efesini 6:17-20)
Un credente, quando era scoraggiato, aveva l’abitudine di ritrovarsi insieme ad altri credenti per pregare. Un giorno, colpito dalle parole di una delle preghiere, chiese: “Puoi scrivermela perché io la possa recitare?”
Questa domanda può sembrare ingenua, ma è rappresentativa, se pensiamo a quanti ritengono che pregare sia recitare delle frasi “preconfezionate”, e non pensano di potersi rivolgere a Dio con la semplicità delle proprie parole. Come possiamo immaginare di standardizzare le nostre preghiere quando i bisogni delle persone sono così vari?
A chi gli chiese: “Signore, insegnaci a pregare”, Gesù, col “Padre nostro”, diede una traccia degli argomenti per cui pregare, come l’interesse per la gloria di Dio, i bisogni quotidiani, la confessione dei peccati o l’essere preservati dalle tentazioni; ma questa sua risposta non deve essere presa come un testo fisso, perché se fosse ripetuta meccanicamente perderebbe la sua forza.
Rileggendo le numerose preghiere dei credenti che troviamo nella Bibbia, vediamo che ognuna di essa era adatta alle circostanze in cui si trovava la persona in quel momento.
Non impariamo delle preghiere a memoria, ma rivolgiamoci a Dio con semplicità parlandogli di ciò che ci preoccupa, senza dimenticare mai di ringraziarlo per tutte le sue benedizioni, e soprattutto per il suo immenso amore che ci ha dato la salvezza!
Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. (1 Tessalonicesi 5:16-18)



