Orologio e preghiere

Quando Daniele seppe che il documento era stato firmato, entrò in casa sua. Quindi nella sua camera superiore, con le sue finestre aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si inginocchiava, pregava e rendeva grazie al suo Dio, come era solito fare prima. (Daniele 6:10)

Gli orologio fanno parte della nostra vita quotidiana. L’impiegato fa in modo di arrivare puntuale al lavoro; il cuoco programma il tempo di cottura di un piatto; la mamma conosce con precisione l’ora in cui i bambini escono da scuola.

Dopo la rudimentale clessidra dell’antichità, furono dei monaci ad inventare il primo orologio, alla fine del XIII secolo; un ingegnoso strumento pensato con lo scopo di scandire i tempi delle loro preghiere.

Anche se siamo invitati a pregare in ogni tempo, è necessario che ritagliamo nella nostra giornata dei momenti precisi per rivolgerci a Dio. Il profeta Daniele aveva ‘abitudine di dare un ritmo alle sue giornate con tre momenti di preghiera.

Pur senza farne una legge, potremmo seguire il suo esempio. Al mattino, con preghiera, leggere qualcosa della Parola di Dio. Così facendo, sarà Dio a guidarci nelle occupazioni del giorno.

O Eterno, al mattino tu dai ascolto alla mia voce; al mattino eleverò la mia preghiera a te e aspetterò, perché tu non sei un Dio che prende piacere nell’empietà; con te non può dimorare il male. (Salmi 5:3-4)

A metà giornata, il pasto è un’occasione per dirgli grazie. La sera, alla fine di una giornata di lavoro, può essere un momento privilegiato in cui tutta la famiglia è riunita, una preziosa occasione per esprimere la nostra fiducia in Dio, affidargli la nostre preoccupazioni, intercedere per tutti coloro che sappiamo essere in difficoltà.

Mettiamo da parte, nelle nostre giornate, dei momenti per parlare col nostro Dio, e per ascoltarlo quando è Lui che ci parla!

Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi, e anche per me affinché, quando apro la mia bocca, mi sia dato di esprimermi con franchezza per far conoscere il mistero dell’evangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, affinché lo possa annunziare con franchezza, come è mio dovere fare. (Efesini 6:17-20)

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