Quanto sono belli sui monti i piedi del messaggero di buone novelle, che annunzia la pace, che reca belle notizie di cose buone, che annuncia la salvezza, che dice a Sion: «Il tuo DIO regna!». (Isaia 52:7)
In certi popoli del’antichità, una legge barbarica prevedeva l’uccisione del messaggero che avesse portato cattive notizie. Così, per esempio, il messaggero che correva dal campo di battaglia per portare al re la notizia della disfatta, una volta compiuto il suo compito, veniva sacrificato nella speranza di calmare l’ira degli dei.
La sorte tragica di quel malcapitato faceva parte delle superstizioni degli uomini di quel tempo, ma senza dubbio non aveva alcun potere per cambiare l’esito delle guerre. Se però la battaglia era stata vinta. Il messaggero veniva coperto di fiori e portato in trionfo.
Dio, per annunciare la pace ai suoi nemici, quali noi tutti eravamo a causa del nostro peccato, ha mandato suo Figlio. Che notizia e che messaggero per annunciarla! E’ stato inchiodato su una croce, e da allora (e ancora oggi in alcuni paesi) quanti dei suoi discepoli hanno subito il martirio! La loro unica colpa è stata quella di aver predicato il Vangelo: la buona notizia della salvezza.
Oggi, almeno in Europa, non si uccidono più gli evangelisti, ma non li si ascoltano, e spesso vengono considerati dei fanatici. Ma essi sono gli inviati di Cristo che è stato ed è ancora rifiutato dall’umanità.
E tu? Hai accettato nel tuo cuore il messaggio del Vangelo?
Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito. (Efesini 2:17-18)



