Dalla parte dei deboli

Egli non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare la giustizia. (Matteo 12:20)

Viviamo in un mondo che sembra decisamente schierato dalla parte dei forti, il debole soccombe ogni giorno senza rimedio. Non c’è spazio per i deboli nella nostra società, i bambini gli anziani, le persone diversamente abili, i poveri, gli ignoranti, i malati sono reputati come una specie di “zavorra” che impedisce il decollo del cosiddetto “benessere”.

Nel nome di questo decantato “benessere” sono stati sacrificati i migliori sentimenti e oggi è sotto gli occhi di tutti che gli uomini non sanno amare.

I bambini sono abbandonati, anche quando vivono in case confortevoli e piene di ogni bene materiale, gli anziani spesso finiscono i loro giorni nella solitudine, i poveri non sono aiutati e non è raro vederli morire a causa della mancanza dei beni di prima necessità, chi è “diverso” ed è, a causa del suo handicap fisico, limitato nei movimenti, ogni giorno si scontra con la realtà di un mondo che lo dimentica.

Spesso i malati si sentono “vinti”, non dalla malattia, ma dal freddo calcolo economico, e scoprono che per la società “è più conveniente” la loro morte della loro vita.

Per tutti questi, c’è una buona notizia: duemila anni fa è venuto dal cielo Colui che ama i deboli e gli emarginati e a loro ha rivolto uno degli inviti più toccanti quando ha detto: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28).

Il suo nome è Gesù e chiunque Lo invoca scoprirà la preziosità delle Sue promesse che sono state fatte affinché “la canna rotta non sia tritata” e “il lucignolo fumante non si spenga”.

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