Levati, o Eterno; o Dio, alza la tua mano; non dimenticare i miseri. Perché l’empio disprezza DIO? Egli dice in cuor suo: «Tu non ne chiederai conto». Ma tu hai visto, perché tu osservi attentamente la perversità e l’afflizione, per poi ripagare con la tua mano; l’infelice si rimette a te; tu sei colui che soccorre l’orfano. (Salmi 10:12-14)
Un giorno o l’altro, un colpo arriva per tutti; è la sofferenza, è quando ci sentiamo oppressi dal dolore, dalla malattia, dalla delusione. Allora sorgono le domande “perché?”, “perché io?”, “cos’ho fatto di male?” e subentra lo scoraggiamento, a volte anche la ribellione contro Dio: “Se Dio esistesse, questo non dovrebbe accadere ….”
Di fronte alle sofferenze sentiamo di essere in presenza di un mistero, il mistero della vita, il mistero di ogni essere umano. Anche se avessimo qualche contrasto con uno che soffre, questo improvvisamente scomparirebbe e ci sentiremmo più vicino a lui.
La domanda del perché della sofferenza rimane inspiegabile. E’ a Dio che dobbiamo affidarla ed aspettare da Lui il soccorso. Così hanno pregato uomini di fece dome Giobbe, Davide, i profeti. Hanno pianto, e hanno detto a Dio cose che non potevano dire a nessun altro. Le loro domande erano l’espressione della loro fede di fronte a una situazione estrema. Dio non ha dato loro spiegazioni sul perché della sofferenza, ma ha fortificato la loro fede e ha dato loro la serenità.
Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si leverà sulla terra. (Giobbe 19:25)
Nella mia angoscia invocai l’Eterno e gridai al mio DIO; egli udì la mia voce dal suo tempio, e il mio grido pervenne davanti a lui, ai suoi orecchi. (Salmi 18:6)
Il Figlio di Dio è venuto nel nostro mondo e si è avvicinato a noi. Ha pianto di compassione, ha sofferto, inchiodato su una croce. Là ha vinto il maligno; ha tolto i peccati di chi crede, prendendoli su di Sé, per aprire loro la porta della vita eterna, ma anche per dare ad ognuno di loro il soccorso nelle sofferenze della vita.
Ora, il Signor nostro Gesù Cristo stesso e Dio nostro Padre, che ci ha amati e ci ha dato per grazia una consolazione eterna e una buona speranza, consoli i vostri cuori e vi confermi in ogni buona parola ed opera. (2 Tessalonicesi 2:16-17)



