La pace degli uomini e la pace di Dio

La loro gola è un sepolcro aperto, con le loro lingue hanno tramato inganni, c’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra; la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza; i loro piedi sono veloci per spandere il sangue; sulle loro vie c’è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace; non c’è il timore di Dio davanti ai loro occhi. (Romani 3:13-18)

L’autore del Salmo 120 scriveva: “Io sono per la pace; essi invece, quando parlo, sono per la guerra” (Salmo 120:7). Così era il mondo di allora e così è ancora oggi. La nostra epoca, che si vanta dei suoi progressi, registra in varie parti del mondo guerre, rivoluzioni e lotte interne. Gli sforzi individuali spesso si rivelano inefficaci e, al massimo, hanno un effetto temporaneo.

Ciononostante, esiste un’altra pace che è molto più importante: la pace con Dio. Essa non si basa su un compromesso fragile e di durata temporanea, ma su un fondamento incrollabile: l’opera di Cristo alla croce. Gesù, unico mediatore tra Dio e l’uomo, ha risposto alle esigenze della giustizia divina e ha dato una soluzione vera ed eterna alla nostra condizione di peccatori.

Egli stesso è il capo del corpo, cioè della chiesa; egli è il principio, il primogenito dai morti, affinché abbia il primato in ogni cosa, perché è piaciuto al Padre di far abitare in lui tutta la pienezza, e, avendo fatta la pace per mezzo del sangue della sua croce, di riconciliare a sé, per mezzo di lui, tutte le cose, tanto quelle che sono sulla terra come quelle che sono nei cieli. (Colossesi 1:18-20)

Questa pace Dio la offre generosamente a tutti gli uomini. Ottenerla non dipende dai nostri meriti, ma solo dalla fede nel sacrificio di Cristo.

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