Abbassamento ed elevazione

Lo costituirò pure mio primogenito, il più eccelso dei re della terra. (Salmi 89:27)

La tendenza maggiormente radicata negli esseri umani, in tutti i tempi, è di innalzarsi. La caduta di Adamo è stata la manifestazione di quest’orgoglio: non ha saputo accontentarsi della parte privilegiata che il Creatore gli assegnava, quella di Amministratore della creazione.

Allora il serpente disse alla donna: «Voi non morrete affatto; ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno, e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male». (Genesi 3:4-5)

Ha voluto essere come Dio, uguale a Dio. E tutta la sua discendenza è contraddistinta da questa volontà di innalzarsi. Indubbiamente certi sforzi che l’uomo compie possono essere disinteressati e veramente generosi, ma la tentazione del peccato di orgoglio è sempre latente. Si tratta proprio del peccato, perché questa tenace ricerca di se stesso è, in fondo, un’offesa a Dio.

E se qualcuno è capace di sacrificarsi per la patria, per il partito, per la scienza, per il progresso umano, per dei grandi ideali, si tratta spesso, in fin dei conti, di una specie di divinazione dell’umanità.

Poiché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato. (Luca 14:11)

La storia, da un certo punto di vista, non è altro che il quadro dei vani tentativi di realizzare un’ascesa della razza umana, che mette Dio da parte. La gloria del nostro Signore Gesù Cristo è precisamente consistita nel seguire il cammino inverso.

Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature celesti, terrestri e sotterranee, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. (Filippesi 2:5-11)

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