E voi, che un tempo eravate estranei e nemici a causa dei vostri pensieri e delle vostre opere malvagie, ora Dio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della sua morte, per farvi comparire davanti a sé santi, senza difetto e irreprensibili, se appunto perseverate nella fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che avete ascoltato, il quale è stato predicato a ogni creatura sotto il cielo e di cui io, Paolo, sono diventato servitore. (Colossesi 1:21-23)
Nel 1972 in un angolo dell’isola di Guam, nell’Oceano Pacifico, veniva scoperto un soldato giapponese che era ancora nascosto in quella zona dall’inizio della guerra tra Giappone e Stati Uniti. Egli viveva là, solo, rintanato nella giungla credendo che la guerra fosse ancora in corso.
La pace era ormai in atto da ventisette anni ed egli non ne sapeva nulla. Immaginiamo la condizione paradossale nella quale quest’uomo si trovava: erano ventisette anni che viveva come un animale selvaggio, nel continuo timore di essere catturato o ucciso!
Sulla terra, intere moltitudini continuano ad ignorare che, da circa duemila anni, la pace tra Dio e l’uomo è stata firmata. Il Figlio di Dio è venuto in questo mondo per realizzare il grande piano di Dio; compiere l’opera per cui Dio avrebbe potuto perdonare gli uomini in rivolta contro di Lui, prendendo il posto dell’uomo sotto il giudizio di Dio.
Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli. (Colossesi 1:19-20)
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. (Isaia 53:5)
Altri, pur conoscendo ciò che Cristo ha fatto si comportano come se lo ignorassero. Fuggono lontano da Dio, e rifiutano di volgere uno sguardo di fede verso il Salvatore. Per loro, in un certo senso, la guerra con Dio continua. Permangono suoi nemici perché rifiutano la pace che è loro offerta.
Essi dovranno, un giorno, rispondere davanti a Dio dei loro peccati e del disprezzo dimostrato riguardo alla Sua salvezza. Non agire come quel soldato giapponese. Cessa di vivere continuamente nel timore e afferra la pace che ti è offerta.
Infatti, se la parola pronunciata per mezzo di angeli si dimostrò ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione, come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata annunciata prima dal Signore, ci è stata poi confermata da quelli che lo avevano udito, mentre Dio stesso aggiungeva la sua testimonianza alla loro con segni e prodigi, con opere potenti di ogni genere e con doni dello Spirito Santo, secondo la sua volontà. (Ebrei 2:2-4)




