Certezza interiore

Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si leverà sulla terra. Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, nella mia carne vedrò Dio. (Giobbe 19:25-26)

Giobbe ha subito la perdita dei suoi figli, dei beni, della salute, della stima di tutti: familiari e conoscenti. Nella sua esistenza si era alzato un polverone diabolico. Ci si sarebbe aspettato che dalla sua bocca uscisse un grido amaro di resa e invece fa una dichiarazione che risulterà per sempre una pietra miliare della speranza cristiana.

Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si leverà sulla terra. (Giobbe 19:25)

Nessuna circostanza difficile deve indurci a rassegnarci al peggio. Possiamo e dobbiamo conservare sempre la nostra fiducia in Dio che è potente da intervenire in modo glorioso.

Giobbe non sapeva che il Signore lo avrebbe ristabilito nella condizione di prima e gli avrebbe reso il doppio di tutto quello che già gli era appartenuto. Eppure continuò a sperare in Lui.

Quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, l’Eterno lo ristabilì nel precedente stato; così l’Eterno rese a Giobbe il doppio di tutto ciò che aveva posseduto. (Giobbe 42:10)

Non soffochiamo il grido della fede, non urliamo la nostra diffidenza verso il Suo amore per noi, non crediamo che nessuno ci ascolti, non uccidiamo la speranza con il nostro scetticismo. Dio non ci lascerà mai, Egli è il nostro Redentore, la nostra speranza vivente, eterna!

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