Fedeltà che ringiovanisce

Così Giosuè stabilì in quel giorno un patto con il popolo, e gli diede delle leggi e delle prescrizioni a Sichem. (Giosuè 24:25)

Il testo ricorda l’ultima adunanza presieduta da Giusué, il quale parla dall’alto di una lunga vita, illuminata dalla fedeltà a Dio. All’età di circa centodieci anni poteva ancora proclamare la Parola del Signore con vigore e convinzione. Vi è una giovinezza dello spirito che oltrepassa la caducità dell’esistenza umana.

L’anziano condottiero è ormai l’unico testimone rimasto delle opere gloriose compiute da Dio nel passato. I fatti più salienti delle vicende vissute dai loro padri bastavano a costituire un severo monito per il popolo, spingendolo a rinnovare il patto con Dio per l’avvenire.

Giosuè stesso rimane d’esempio a tutti i credenti che come lui sono usciti “dall’Egitto” del peccato e passati attraverso le esperienze del deserto della vita, riuscendo ad entrare nel territorio delle benedizioni divine.

Egli è l’antenato di tutti quei cristiani che sanno riconoscere e servire fedelmente fino alla fine il Dio vivente e vero. Il sommario delle gesta del Signore in favore del Suo popolo è riportato per rammentare ai credenti di ogni tempo che Egli, dopo aver operato “anticamente”, continua ad adoperarsi per il bene della Sua chiesa anche oggi.

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