L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. (1 Corinzi 13:4-7)
Talora si sente parlare di “santa invidia”, usando il termine con un significato positivo. Si pensa che si possa coltivare una “sana” invidia, quale incentivo a procacciare quello che altri godono.
A dire il vero, secondo la Parola di Dio, l’invidia non ha alcunché di santo. Essa non ha forme benigne e maligne a secondo delle circostanze: è un peccato che genera sempre mali spirituali e pure fisici.
L’invidia è portatrice di miopia, perché fa evidenziare i progressi altrui, ma sminuisce la profonda e fiduciosa resa a Dio che ne è alla base. L’invidia reca ribellione, perché sottovaluta la sovrana volontà del Signore che può aver previsto certe cose per altri ma non per noi.
L’invidia ha il seme della vanagloria e dell’egocentrismo, preferendo gli onori individuali, alla possibilità di gioire per quando Dio ha donato a ciascuno per essere reciprocamente di benedizione.
Se l’odio giunge a far godere delle disgrazie altrui, l’invidia ne è intima compagna, facendo provare sofferenza a causa del bene di altri.
Riscontri, in te, qualche forma di tale sentimento? Esaminati dinanzi alla Parola di Dio. Amore e invidia non possono convivere nel cuore: amare Dio e il prossimo è la forza per vincere l’invidia!




