Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo. (1 Corinzi 11:1)
L’apostolo Paolo c’invita ad essere suoi imitatori e specifica che anche lui è un imitatore; il suo esempio da seguire fu Gesù stesso. In realtà, ancora oggi Cristo è l’ideale da seguire, specialmente nei rapporti interpersonali. Perché? Per tre motivi basilari:
- In primo luogo, il Signore era sempre pronto a testimoniare dell’amore del Padre; anche se occupato, era sempre in mezzo alla folla.
- Era giusto! Gesù si trovava spesso tra persone appartenenti a ceti sociali di basso livello, ma non rifiutò di aiutare anche un centurione romano o il ricco Iairo, la cui figlia aveva bisogno di un miracolo. Gesù era rispettoso nei confronti di tutti i tipi di persone che si presentavano a Lui, riflettendo appieno la mente di Dio.
- In terzo luogo, era sensibile al dolore altrui. In Marco 5, una donna che aveva un’emorragia da dodici anni, lo raggiunse e toccò semplicemente le Sue vesti. Curandosi di lei, Gesù chiese: “Chi mi ha toccato le vesti?”. Di fronte alla sua fede le donò guarigione.
Il Suo esempio è stato così forte che ancora oggi lo ha reso l’icona più importante da seguire. Si potrebbe dire lo stesso di noi? Stiamo dando un buon esempio e una buona testimonianza a quelli che ci circondano?
Se il nostro esempio è Cristo, siamo sicuri di sì e siamo certi che saremo d’ispirazione per molti, proprio come lo è stato anche l’apostolo Paolo.




