Le nozze del figlio del re

Quindi disse ai suoi servitori: “Le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni. Andate dunque ai crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete.” (Matteo 22:8-9)

Un re fa una festa per il matrimonio del figlio e, quando tutto è pronto, manda i suoi servi a chiamare gli invitati; ma quelli rifiutano! Rinnova l’invito, ma trovano ancora delle scuse. Allora dice ai servi di andare a chiamare quanti vorranno venire, “cattivi e buoni”. E la sala è riempita! Ma quando il re entra, vede un uomo che non ha l’abito di nozze e lo fa buttare fuori!

L’invito alle nozze rappresenta la proclamazione del Vangelo. I servitori sono quelli che lo annunciano. I primi invitati erano i Giudei, contemporanei di Gesù, ma molti di loro hanno rifiutato, e hanno perseguitato i cristiani.

Allora, l’Evangelo è stato predicato in tutto il mondo e molti ancora oggi lo accettano e credono. Però, qualcuno fa finta; non si è rivestito, per la fede, della giustizia che Dio offre, rappresentata dall’abito di nozze, e pretende di poter stare alla presenza di Dio.

Il Vangelo è per tutti, sia per quelli che sembrano religiosi e rispettabili, sia per i grandi peccatori. Come mai? Perché, per entrare, i meriti personali non contano! Conta solo la fede in Gesù Cristo che permette di essere rivestiti della giustizia che Dio richiede. Se uno si dice cristiano senza avere Cristo come Salvatore, andrà incontro ad una triste sorte!

Anche a te è giunto il Vangelo, la “lettera d’invito” del Re. Il rifiuto o il disprezzo dipendono da te, ma ti costeranno la lontananza eterna da Dio. Non basta essere invitati, bisogna accettare l’invito per potersi presentare davanti a Dio nel modo che Lui richiede.

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