L’ambiente sinistrato

Ho detto: «Dio mio, non portarmi via a metà dei miei giorni!» I tuoi anni durano per ogni generazione: nel passato tu hai creato la terra e i cieli sono opera delle tue mani; essi periranno, ma tu rimani; tutti quanti si consumeranno come un vestito; tu li cambierai come una veste e saranno cambiati. Ma tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine. (Salmi 102:24-27)

Qualche anno fa un ambientalista denunciava l’utilizzo sconsiderato delle risorse naturali. “Il problema – scriveva – non è il ritorno alle condizioni del passato, ma riuscire a conservare almeno quello che c’è ora. Non possiamo tornare al giardino di Eden; possiamo soltanto rimuginare sui nostri errori. Il paradiso è perduto: l’ultimo giudizio è vicino”.

Quell’esperto faceva allusione alla Bibbia. Non sappiamo se fosse credente, comunque è proprio alla Bibbia che dobbiamo riferirci per trovare risposta ai nostri interrogativi, perché il suo autore è anche il Creatore dell’universo.

Il giardino di Eden, il paradiso è il luogo in cui Dio ha posto l’uomo dopo la creazione, un luogo perfettamente adatto ai suoi bisogni e alla sua felicità.

Il primo peccato, mangiare il frutto proibito, è in quel giardino che è stato commesso. Quella prima disubbidienza ha disonorato Dio e ha avuto conseguenze irrimediabili per l’uomo e l’intero pianeta. Il peccato e l’inquinamento che deteriora il mondo morale e porta con sé tutte le altre contaminazioni. In tutti i campi l’ordine stabilito da Dio è sconvolto. L’uomo responsabile ha fallito.

Quell’esperto non lasciava molte speranze; effettivamente la Bibbia afferma che la terra sparirà per effetto del giudizio di Dio. Ma essa ci dà un messaggio di speranza: malgrado il male, malgrado l’inquinamento, possiamo conoscere Dio, possiamo avere il Suo perdono e la Sua pace. E da qui che dobbiamo cominciare.

Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell’uomo che egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti risuscitandolo dai morti. (Atti 17:30-31)

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