Certo, se adempite la legge regale, come dice la Scrittura: «Ama il tuo prossimo come te stesso», fate bene; ma se avete riguardi personali, voi commettete un peccato e siete condannati dalla legge quali trasgressori. (Giacomo 2:8-9)
Gli uomini hanno caratteristiche diverse, ma sono uguali davanti al Signore. Egli è morto per tutti gli uomini, senza fare differenze. E’ morto per tutti i peccatori; per il malato e per il sano, per il povero e per il ricco, per l’istruito e per l’analfabeta.
Anche noi dovremmo considerare tutti gli uomini allo stesso modo, ricordando che siamo tutti creature di Dio. E invece, spesso ci lasciamo ingannare da un abbigliamento, da un atteggiamento, da un automobile, da un linguaggio, dalla cultura di provenienza, dal colore della pelle, dalla nazionalità.
Non è il giusto comportamento: Gesù ha donato se stesso per la salvezza di ogni essere umano e non ha fatto parzialità. Avere riguardi personali è peccato!
Non commetterete iniquità nel giudicare; non avrai riguardo alla persona del povero, né tributerai speciale onore alla persona del potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia. (Levitico 19:15)




