Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». (Matteo 14:28)
Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci Gesù ritenne i Suoi discepoli abbastanza maturi spiritualmente da mostrargli la Sua vera natura. Egli comanda ai Sui di prendere la barca e attenderlo all’altra riva. In mare aperto una tempesta coglie l’imbarcazione e sebbene tra di loro vi fossero abili pescatori e conoscitori di quel mare, erano destinati a perire.
Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo. Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Ma alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!» E dalla paura gridarono. Ma subito Gesù parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!» (Matteo 14:23-27)
Ancora una volta, Gesù viene in loro aiuto. Vedendolo camminare sulle acque, Pietro chiese di poterlo raggiungere. Smonta dalla barca e violando tutte le leggi della fisica, l’elemento liquido lo sostiene … sino a quando la ragione umana ha il sopravvento. Pietro si concentra sulla sua realtà, accantona la fede e l’obiettivo per cui stava camminando sulle acque. Allora inizia a sprofondare, ma Gesù lo soccorre e lo mette al sicuro.
Quando iniziamo un percorso di fede è indispensabile perseverare. Se hai deciso i “camminare” su un elemento che non dà garanzia e certezze umane, avrai la protezione e la guida del Signore. Mantieni fisso lo sguardo su Gesù e sii fedele negli obiettivi di fede. Egli saprà proteggerti e interverrà sempre, al momento opportuno.




