Allora Giacobbe diede a Esaù del pane e della minestra di lenticchie. Egli mangiò e bevve; poi si alzò, e se ne andò. Fu in questo modo che Esaù disprezzò la primogenitura. (Genesi 25:34)
Esaù e Giacobbe due gemelli diversi nell’aspetto e nel carattere. Esaù era il maggiore e come tale ad egli spettava il diritto della primogenitura. Questo, infatti, era un privilegio considerato di proprietà esclusiva del primogenito di una famiglia. Egli ereditava, di solito, la posizione, la situazione e le prerogative del padre, diventava capo della famiglia e della tribù. Ereditava anche una doppia porzione dei beni paterni.
Tale diritto poteva, però, perdersi per cattiva condotta o poteva essere ceduto. Ed Esaù lo cedette a Giacobbe. Preso dalla fame, da un istinto naturale di nutrimento disprezzò in un attimo questo particolare e vantaggioso diritto.
Isacco, padre dei ragazzi, trasmise questo diritto attraverso una benedizione, ossia l’invocazione del favore divino. Nel giorno stabilito Giacobbe seppe approfittare del momento. Egli dava grande rilievo a tale diritto. Quando si presentò dal padre per ricevere la benedizione, dovette, però, camuffarsi da Esaù, perché Isacco, ormai vecchio e non vedente era all’oscuro di tutto. Ricevette quanto desiderava. Fu benedetto in tutto il suo agire e in ogni cosa posseduta. Poco dopo anche Esaù si presentò dal padre per ricevere la stessa benedizione.
Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore; vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati; e che nessuno sia fornicatore o profano, come Esaù, che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura. Infatti sapete che anche più tardi, quando volle ereditare la benedizione, fu respinto, sebbene la richiedesse con lacrime, perché non ci fu ravvedimento. (Ebrei 12:14-17)
Esaù aveva talmente sottovalutato il suo diritto di primogenitura, che aveva considerato quasi una farsa la sua vendita. Così quando si presentò ad Isacco, questi dovette ammettere con dispiacere di aver già dato la benedizione al fratello Giacobbe, pensando fosse proprio Esaù, ed ora non c’era più spazio per una seconda benedizione. Sappiamo che Esaù si disperò molto per questo, pianse e supplicò il padre di concedere anche a lui parte di questo privilegio, ma ormai non era possibile.
Per molti essa è qualcosa di secondario, il diritto di essere chiamati figli di Dio non viene considerato un privilegio, anzi lo si scambia facilmente per qualcosa che può darci soddisfazione momentanea. Come Esaù, che privilegia un piatto di lenticchie ad un prezioso diritto, così sono coloro che rimandano, per godere dei piaceri del mondo, la preziosa decisione di piegarsi alla volontà di Dio e accettare Gesù come unico e personale Salvatore.
Quando ti accorgerai di avere sbagliato potrebbe essere già tardi, e nemmeno le lacrime, segno esteriore di pentimento, potranno ristabilire la tua posizione.




