Gesù era stato in disparte a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». (Luca 11:1)
E’ un privilegio potersi accostare a Dio, poterlo chiamare Padre, per noi che non siamo nulla e davanti al Signore siamo meno della polvere. Eppure, in Cristo, siamo stati elevati al rango di figli di Dio. E’ la meravigliosa grazia divina che si manifesta in modo così chiaro.
E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» (Romani 8:15)
Non sappiamo pregare? Non importa! Il Signore è pronto ad ascoltarci proprio come un buon padre e, nella Sua presenza, avverrà un miracolo: ” … lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene …” (Romani 8:26).
Il Maestro ci insegna a chiedere ciò che è necessario: il pane quotidiano e il perdono per la nostra anima. Ci suggerisce di chiedere la forza necessaria per poter anche noi perdonare i nostri debitori. Dobbiamo domandare la capacità che soltanto Lui può donarci per vincere la tentazione.
E’ bello andare a Dio e realizzare la Sua gloriosa presenza della nostra vita, essere riempiti del Suo Santo Spirito ed essere oggetto della Sua benedizione.




