Scrutami, o SIGNORE, e mettimi alla prova; purifica i miei reni e il mio cuore. (Salmi 26:2)
La richiesta del salmista è molto interessante: scrutami e mettimi alla prova. Scrutare fa pensare a un’analisi in profondità, anche lì, dove non tutti possono guardare. dà l’idea della precisione e accuratezza nell’osservare. Mettere alla prova, invece dà il senso di un momento di verifica per apprezzare la condizione e i progressi del credente.
Egli era onesto e, alla luce dello sguardo di Dio, non poteva che chiedere una purificazione interiore. Nel linguaggio ebraico, il primo termine racchiude il cuore, i sentimenti e il secondo va inteso come la mente, lo spirito.
Alla luce di Cristo noi siam corrotti e vediamo soltanto tenebre nella nostra vita. La persona migliore che possa leggere questo salmo, dinanzi alla prova di Dio non ne sarà considerata immacolata.
Sia ringraziato il Signore perché la Sua intenzione non è quella di puntare il dito né condannarci con una punta di soddisfazione. Egli vuole piuttosto salvarci e renderci giusti, in modo da farci superare la prova. Come? Gesù ha pagato per i nostri peccati, cancellandoli, e ci ha dato la Sua giustizia.
Credi in Gesù come tuo Salvatore e ti sarà data quest’opportunità. Come il salmista diciamo: “Signore, sono un peccatore, purificami!”.




