«La mia parola non è forse come un fuoco», dice il SIGNORE, «e come un martello che spezza il sasso?(Geremia 23:29)
Il rumore degli scarponi chiodati rimbomba nelle strette vie della città vecchia. I giubbotti neri che indossano, fregiati con teschi e ossa incrociate, non sono molto rassicuranti. Quando arrivano sulla piazza del mercato, si accorgono di un piccolo stand dove dei credenti offrono Bibbie, libri e opuscoli per l’evangelizzazione. Vanno decisi in quella direzione e insultano gli espositori.
Ma uno dei credenti esce verso di loro e parla loro dell’amore di Dio, spiegando che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è morto sulla croce per la salvezza degli uomini. Uno di quei ragazzi, in ultima fila, è impressionato dalla calma e dalla fermezza di quell’uomo. Senza farsi notare, prende un opuscolo e se lo mette in tasca.
Col tempo quel ragazzo maturerà una vera fede in Gesù Cristo e sarà libero dalle sue dipendenze. La fede lo preservò dalla morte e lo portò a sperimentare la pace con Dio. Poi cominciò a far conoscere l’Evangelo attorno a sé e diventò nel tempo un ardente predicatore.
Passarono trent’anni, e lui stava predicando l’Evangelo nella sua città natale. Fra gli astanti notò un uomo anziano che lo ascoltava attentamente; l’espressione del suo viso rivelava una forte commozione. All’improvviso lo riconobbe: era quel credente che un tempo gli aveva parlato dell’amore di Dio!
E’ proprio vero quello che scriveva Salomone: “Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo ritroverai. … Fin dal mattino semina la tua semenza e la sera non dar posa alle tue mani; poiché tu non sai quale dei due lavori riuscirà meglio: se questo o quello, o se ambedue saranno ugualmente buoni. “(Ecclesiaste 11:1-6)




