Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia. (Giacomo 5:16)
In Kenya, quando si va da Mombasa a Likoni in traghetto, numerosi venditori ambulanti approfittano dell’attesa per offrire la loro merce agli automobilisti in coda, e ci vuole molta pazienza.
Al volante della mia auto, in coda d’attesa, vedo un ragazzo di circa dodici anni che si avvicina per parlarmi! E’ sfigurato; delle profonde cicatrici segnano la sua guancia. Gli chiedo se conosce il Signore Gesù, e lui sorridendo mi risponde: “Certamente, è il mio Salvatore!” Allora gli do un regalino, poi gli offro un opuscolo che parla del buon Pastore. Tutto contento si allontana stringendo in mano il suo regalo.
Poco dopo lo vedo ricomparire. Mi chiede: “Hai altri libretti? Anche i miei amici ne vorrebbero uno”. Molto volentieri gliene do altri e gli chiedo di distinguerne anche ai conducenti in coda dall’altra parte. Lo incoraggio con queste parole: “Ora sei un piccolo missionario!” Tutto contento parte per svolgere questo compito. Dopo un’ora di attesa ci avviciniamo alla chiatta e il ragazzo arriva di corsa e mi dice: “Ehi, ho dimenticato di dirti che mi chiamo Garry. Pregherai per me?”
Preghiamo gli uni per gli altri. La Bibbia ci raccomanda di farlo. Chi può dire i benefici che riceviamo perché fratelli e sorelle nella fede pregano per noi? Certamente io non dimenticherò di pregare per Garry, il mio giovane fratello del Kenya!




