L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. (1 Corinzi 13:4-7)
Michele guardò su moglie e disse: “Voglio il divorzio”. La moglie Anna, donna di fede che amava Dio, pianse tutta la notte. L’indomani gli disse: “Accetto ad una condizione: voglio che per un mese mi prendi in braccio e mi porti fino alla camera da letto, come la prima volta”. Michele pensò che la moglie avesse perso il cervello, ma acconsentì.
Il primo giorno la prese in braccio con molto imbarazzo, ma il loro bambino applaudiva e gridava: “Bravo, papà!” Ogni giorno era più facile prenderla in braccio, la sentiva più leggera, e il mese passò velocemente. L’ultimo giorno del mese Michele uscì di casa e andò a comprare dei fiori per Anna e sul biglietto scrisse: “Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi”.
Quando tornò a casa, la moglie era all’ospedale in coma, Anna stava lottando contro il cancro e per questo aveva chiesto un mese di tempo, un mese, perché al bambino rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.



