Un commerciante cinese, un tempo ricco e facoltoso, quando si convertì alla fede cristiana, constatò che tutti quelli del suo clan gli voltavano le spalle. Ebbe sempre meno clienti e dovette, a poco a poco, vendere tutti i suoi beni.
Un giorno un amico andò a trovarlo; quando vide la modesta capanna ed il piccolo terreno di cui ormai il commerciante doveva accontentarsi, si mise a compatirlo. Allora il cristiano gli rispose:
“Si, il mio orto è piccolo, non molto lungo, né largo”. Poi, indicando il cielo con la mano, aggiunse con un sorriso: “Ma è molto alto!”
Sulla terra, aveva perso quasi tutto, ma le sue ricchezze dal lato del cielo erano senza limiti!
Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede. (Filippesi 3:8-9)
Come l’apostolo Paolo quell’uomo è un modello per tutti coloro che hanno Gesù Cristo come Salvatore. Molti di noi godono di un livello di vita confortevole. Come reagiremmo se dovessimo esserne privati? Sapremmo rallegrarci di avere accesso in permanenza “all’immensa ricchezza della grazia di Dio (Efesini 2:6-7)?
Ricordiamo quello che Gesù diceva ai suoi discepoli:
Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore. (Matteo 6:19-21)



