Infatti io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. (Romani 1:16)
Su questa terra, Gesù parlava alle folle che lo seguivano per vedere i suoi miracoli, senza lasciarsi scoraggiare dalla fatica, l’opposizione o l’incredulità. Vedendo i bisogni e la miseria, aveva compassione per tutti e per ognuno, individualmente. Attraversò la Samaria per incontrare una donna immorale.
Arrivò dunque in una città della Samaria, detta Sichar, vicino al podere che Giacobbe aveva dato a Giuseppe, suo figlio. Or qui c’era il pozzo di Giacobbe. E Gesù, affaticato dal cammino, sedeva così presso il pozzo; era circa l’ora sesta. Una donna di Samaria venne per attingere l’acqua. E Gesù le disse: «Dammi da bere», perché i suoi discepoli erano andati in città a comperare del cibo. (Giovanni 4:5-8)
Andò alla vasca di Betsabea per incontrarvi un uomo infermo da trent’otto anni.
Or a Gerusalemme, vicino alla porta delle pecore, c’è una piscina detta in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua. Perché un angelo, in determinati momenti, scendeva nella piscina e agitava l’acqua; e il primo che vi entrava, dopo che l’acqua era agitata, era guarito da qualsiasi malattia fosse affetto. C’era là un uomo infermo da trentotto anni. (Giovanni 5:2-5)
Uscì da tempio per avvicinarsi ad un cieco.
Allora essi presero delle pietre, per lanciarle addosso a lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio, passando in mezzo a loro, e così se ne andò. (Giovanni 8:59)
Mentre passava, vide un uomo che era cieco fin dalla nascita. (Giovanni 9:1)
A tutti il Signore portava la liberazione e la guarigione, ma bisognava che ognuno lo ricevesse personalmente, credendo a ciò che Lui diceva. La Samaritana aveva detto: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che io ho fatto; non sarà forse lui il Cristo?». (Giovanni 4:29)
Il paralitico di Betesda non esitò a ubbidire quando Gesù gli disse: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». (Giovanni 5:8)
Il cieco si era messo presto in cammino quando Gesù, dopo avergli messo del fango sugli occhi, gli aveva ordinato: «Va’, lavati nella piscina di Siloe» (Giovanni 9:7)
E ognuno di loro fu liberato dalla miseria e dalla sua menomazione.
Nessuno di quelli che hanno accettato la sua parola è tornato a vuoto; ma quanti invece, l’hanno udito senza trarne profitto! Ancora oggi il Signore si rivolge a ognuno di noi e di offre il perdono dei peccati, la pace con Dio. E’ un dono gratuito, ma per riceverlo occorre accettarlo personalmente.In modo da poter dire come l’apostolo Paolo:
Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Galati 2:20)



