Soli, con la nostra prova

È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa. (Ebrei 12:11)

Quando sopraggiunge la prova, all’inizio, di solito, si riceve qualche segno di simpatia; ma quando questa si prolunga subentra l’impazienza e la stanchezza degli altri. A volte, anche il silenzio.

E così ci sentiamo soli nel nostro dolore. Se la prova ci sembra lunga e non vediamo l’uscita, non dimentichiamo che un’uscita c’è.

Non perdiamo tempo a rimuginare sulle colpe di cui ci siamo già pentiti davanti a Dio, né ad impietosirci sulla nostra situazione pensando: Se avessi saputo! – No! Leggiamo la Bibbia, ogni giorno, nutriamo l’anima, contempliamo la luce del nostro Dio che filtra dietro le sbarre immaginarie (o forse reali) della nostra prigione, diamo la caccia all’amarezza, al risentimento e alla collera.

Siamo certi che il Signore ci guarda con dolcezza e pazienza, sa cosa stiamo passando, e ne usciremo più forti. Non siamo soli! Egli è molto vicino e ci accompagna fedelmente nel nostro deserto.

Non sediamo sull’orlo del letto per piangere o maledire la vita. Ascoltiamo la voce del Signore che ci parla nella sua Parola. Quando il vento dell’angoscia o della paura ci soffia addosso, rifugiamoci nella fede che Gesù ci ha dato, non guardiamo né a destra né a sinistra, immergiamo gli occhi e il cuore nella promessa di Dio.

Lui non ci abbandonerà mai, non ci rimprovererà mai quello che siamo o che siamo stati. Andiamo avanti. Alziamo gli occhi al cielo! La nostra liberazione sta arrivando.

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