Spesso si usa quest’espressione per commentare un avvenimento eccezionale, incredibile. Molti ritengono che vdere sia un criterio valido per autenticare un fatto, e fanno riferimento all’apostolo Tommaso che non aveva creduto che Gesù fosse risuscitato prima di averlo visto vivente con i propri occhi.
Ma si sa che i testimoni di uno stesso avvenimento possono raccontarlo in modo differente. E’ ancora, la visione rimane limitata alle realta concrete, materiali. Ad esempio, per quanto riguarda il vento, ne vediamo soltanto gli effetti. Ma c’è anche una sfera che sfugge completamente alla vista, è la sfera morale dei sentimenti, delle emozioni, dell’astratto.
Lo scrittore Antoine de Saint-Exupéry faceva dire al piccolo principe: “Si vede bene solo con il cuore, l’essenziale è invisibile per gli occhi”.
E che dire del campo spirituale, delle cose celesti, divine? Dio stesso si rivela per mezzo del suo Spirito.
Chi tra gli uomini, infatti, conosce le cose dell’uomo, se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così pure nessuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio. Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, affinché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio. Di queste anche parliamo, non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito Santo, esprimendo cose spirituali con parole spirituali. Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente. (1 Corinzi 2:11-14)
Il credente le percepisce per fede. Chi crede solo quello che vede, tocca o riesce a spiegare non potrà mai avere accesso alla sfera spirituale.
Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono; infatti per mezzo di essa gli antichi ricevettero testimonianza. (Ebrei 11:1-2)
Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto». (Giovanni 20:29)
L’apostolo Paolo scrive che è possibile sopportare le sofferenze guardando all’eternità avvento lo sguardo alle cose che non si vedono.
Infatti la nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, produce per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gloria; mentre abbiamo lo sguardo fisso non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne. (2 Corinzi 4:17-18)



