E perdonaci i nostri debiti, come anche noi perdoniamo ai nostri debitori. (Matteo 6:12)
Alla richiesta dei discepoli Gesù insegnò loro la preghiera del Padre Nostro. E’ un modello di preghiera e quindi non va ripetuto decine di volte per acquistare meriti e indulgenze.
La nostra attenzione, oggi, cade sul verso dodici: “perdonaci i nostri debiti, come anche noi….”.
Gesù utilizza le parole “debiti” e “debitori”. Anche gli apostoli usano spesso queste espressioni quando si tratta di rimediare ai nostri errori e omissioni nei confronti dei nostri simili.
Io sono debitore ai Greci e ai barbari, ai savi e agli ignoranti. (Romani 1:14)
Indubbiamente si tratta di peccati.
In questo insegnamento di Gesù ci sono tre personaggi: Dio, noi e il prossimo.
Noi siamo certamente in debito verso Dio: in parole, trasgressioni e omissioni, quindi è giusto che gli chiediamo di rimetterci ogni cosa.
Ora è piaciuto loro di far questo, perché sono ad essi debitori; se i gentili infatti hanno avuto parte dei loro beni spirituali, devono anche sovvenire loro nei beni materiali. (Romani 15:27)
Gesù ci insegna, che oltre a chiedere perdono a Dio per i nostri debiti, li dobbiamo rimettere ai nostri debitori. Vi è dunque il terzo personaggio: il nostro prossimo. Difatti dice: come anche noi perdoniamo ai nostri debitori.
Consideriamo per un momento in quale misura Dio è stato benigno verso di noi? E quale bontà abbiamo avuto noi quando ci siamo trovati a perdonare il nostro prossimo?
Ma quel servo, uscito fuori, incontrò uno dei suoi conservi, che gli doveva cento denari; e, afferratolo per la gola, lo soffocava dicendo: “Pagami ciò che mi devi”. (Matteo 18:28)
Dio ha applicato e applica verso noi una piena giustificazione… ma quale giustizia, abbiamo noi applicato e applichiamo verso il prossimo?
Non ripetiamo a memoria questa bella preghiera, ma mettiamola in pratica…
Sei stato perdonata?…… Allora perdona!….




