Dov’è il vero rifugio?

Guardo alla mia destra ed ecco: non vi è alcuno che mi riconosca; ogni via di scampo è preclusa; nessuno si prende cura della mia vita. Io grido a te, o Eterno, e dico: «Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi. (Salmo 142:4-5)

I profughi delle varie guerre che insanguinano il pianeta ci mostrano la sofferenza che può provare uno a cui è rifiutato il diritto d’asilo. Dopo aver tentato inutilmente di trovare rifugio in un paese, dopo essere stato rigettato da un altro, deve provare la desolazione che Davide sentiva quando scrisse il Salmo 142.

Davide, fuggiasco, era in una spelonca, rifugio assai precario se pensiamo che il suo nemico, Saul, vi era appena entrato per riposarsi al fresco. Ma questo Salmo è chiamato “cantico” di Davide. Si potrebbe anche chiamarlo “l’inno del rifugiato”.

La fede che si rivolge a Dio può esprimere la sua desolazione, lamentarsi, ma nello stesso tempo esprime fiducia. Dopo aver sperimentato l’inutilità, o per lo meno l’insufficienza, dei soccorsi umani, l’anima si volge a Dio per dirgli: Tu sei il mio rifugio.

Anziché aspettare di esaurire tutto quello che era alla nostra portata, per poi rivolgerci a Gesù Cristo, sarebbe meglio cercare in ogni situazione per prima cosa il suo aiuto.

Una donna, ammalata da dodici anni, aveva “speso tutti i suoi beni con i medici”. Venuta a Gesù come ultima risorsa, riceve più della guarigione.

E una donna, che aveva un flusso di sangue da dodici anni ed aveva speso con i medici tutti i suoi beni senza poter essere guarita da alcuno, si avvicinò di dietro e toccò il lembo del suo vestito, e in quell’istante il suo flusso di sangue si arrestò. E Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Siccome tutti lo negavano, Pietro e coloro che erano con lui dissero: «Maestro, le folle ti stringono e ti premono e tu dici: “Chi mi ha toccato?”». Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me». Allora la donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante e, gettandosi ai suoi piedi, gli dichiarò in presenza di tutto il popolo per quale motivo lo aveva toccato e come era stata guarita all’istante. Ed egli le disse: «Fatti animo, figliola; la tua fede ti ha guarita; va’ in pace!». (Luca 8:43-48)

Non temiamo dunque di ricorrere a Dio, come dice Davide nel Salmo. Dio ha delle risorse che superano tutti i nostri bisogni spirituali, materiali e fisici. Vuole avere cura di noi così come siamo, corpo, anima e spirito. E’ il Dio Salvatore.

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