Quale centro?

Qual è il centro della tua vita? Forse tutto si muove nell’orbita di te stesso, dei tuoi interessi, dei tuoi problemi, della tua salute, dei tuoi desideri di considerazione o di potere… Nessun male in sé, soltanto un’esistenza egoistica, che non si cura di Dio.

La Bibbia dice giustamente che gli esseri umani vivono nella vanità dei loro pensieri, hanno l’intelligenza ottenebrata e sono estranei alla vita di Dio.

Questo dunque attesto nel Signore, che non camminiate più come camminano ancora gli altri gentili, nella vanità della loro mente, ottenebrati nell’intelletto, estranei alla vita di Dio, per l’ignoranza che è in loro e per l’indurimento del loro cuore. (Efesini 4:18)

Quando l’io è al centro, qual è il posto di Dio?

Egli è come un estraneo, a cui non si pensa, oppure come un padrone con il quale si hanno solo relazioni superficiali e di convenienza.

Forse pensi: “io faccio il mio dovere, Dio mi deve il cielo per ricompensa”.

Più volte Gesù è insorto contro questo atteggiamento orgoglioso, invitando i suoi ascoltatori a ravvedersi.

Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. (Atti 17:30)

Il ravvedimento sottintende una trasformazione dei pensieri riguardo all’io, un cambiamento di comportamento, in cui la tendenza dell’io a dirigere tutta la vita è sostituita da una nuova disponibilità di sottomissione a Dio.

Si tratta di un sentimento di umiltà davanti al Dio sovrano che richiede ubbidienza e fiducia. Significa prendere coscienza che i nostri peccati personali hanno offeso il Dio santo.

Infine, vuol dire accettare di non poter fare nulla per la salvezza della propria anima e capire che il sacrificio di Gesù Cristo basta per salvarci.

E se invocate come Padre colui che senza favoritismi di persona giudica secondo l’opera di ciascuno, conducetevi con timore per tutto il tempo del vostro pellegrinaggio, sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia, preconosciuto prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi, che per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, affinché la vostra fede e speranza fossero in Dio. (1 Pietro 1:17-21)

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