Una scelta da fare

Lo stolto ha detto nel suo cuore: «Non c’è DIO». Sono corrotti, fanno cose abominevoli; non c’è alcuno che faccia il bene. (Salmi 14:1)

Un mattino, gli abitanti di New York che si affrettavano verso la metropolitana della 110° strada di Manhattan lessero su un muro questo slogan:

“Dio è morto – Nietzsche”

Qualche giorno dopo, un altro passante aveva scritto sotto:

“Nietzsche è morto – Dio”.

Da un lato, l’affermazione di un uomo, filosofo famoso, che rifiuta l’esistenza di Dio. Benché sia stato, umanamente, un sapiente, stimato tale dai contemporanei, compare nella lunga lista di tutti quelli che la Bibbia definisce “stolti”.

Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione, poiché i Giudei chiedono un segno e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che è scandalo per i Giudei e follia per i Greci; ma a quelli che sono chiamati, sia Giudei che Greci, noi predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la follia di Dio è più savia degli uomini e la debolezza di Dio più forte degli uomini. (1 Corinzi 1:21-25)

Il mondo, mediante la propria sapienza, non ha conosciuto Dio, eppure la creazione e tutte le sue meraviglie, di per sé, sono già una dimostrazione dell’esistenza di Dio.

I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento dichiara l’opera delle sue mani. (Salmi 19:1)

Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. (Romani 1:20)

Dall’altro lato, una risposta dal Creatore, solenne, non eludibile. La sentenza riportata nelle prime pagine della Bibbia, che è sempre stata eseguita. E per ogni essere umano si pone la questione dell’aldilà.

E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: «Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai». (Genesi 2:16-17)

La morte è una scadenza ineluttabile, ed è altrettanto certo che la destinazione di chi muore è stabilita in maniera definitiva nel momento in cui l’anima lascia il corpo.

L’uomo invece muore e rimane atterrato; quando egli esala l’ultimo respiro, dov’è mai? (Giobbe 14:10)

Quelli che muoiono nel Signore sono quelli che hanno accettato il mezzo di salvezza offerto da Dio. Si sono riconosciuti peccatori e hanno creduto che Gesù Cristo ha subito al posto loro il giudizio divino. La promessa di Gesù è per loro.

In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. (Giovanni 5:24)

Il loro corpo aspetta allora la prima resurrezione, su di loro non ha potere la morte seconda.

Beato e santo è colui che ha parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potestà la seconda morte, ma essi saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui mille anni. (Apocalisse 20:69)

Gli altri, che rifiutano la grazia di Dio muoiono nei loro peccati. Per loro non rimane che una terribile attesa del giudizio.

Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono, voi morirete nei vostri peccati. (Giovanni 8:24)

Infatti, se noi pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una spaventosa attesa di giudizio e un ardore di fuoco che divorerà gli avversari. (Ebrei 10:26-27)

Nella parabola di Luca 16:19-31 troviamo una descrizione sommaria ma impressionante della condizione dell’essere umano dopo la morte. Gesù mostra senza equivoco che la situazione è allora fissata per sempre.

Oltre a tutto ciò, fra noi e voi è posto un grande baratro, in modo tale che coloro che vorrebbero da qui passare a voi non possono; così pure nessuno può passare di là a noi”. (Luca 16:26)

Prenditi del tempo per riflettere. Puoi credere a Nietzsche o credere a Dio. Il tuo avvenire eterno dipende da questa scelta. Ognuno è posto di fronte a una domanda determinante:

Dove desideri passare l’eternità? Un risposta chiara a questo quesito stabilirà il tuo futuro eterno.

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