Per tutto c’è il suo tempo, c’è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo: un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato, un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire; un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare cordoglio e un tempo per ballare, un tempo per gettar via pietre e un tempo per raccoglierle, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci; un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttar via, un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare; un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace. (Ecclesiaste 3:1-8)
Anticamente Dio ha parlato al popolo d’Israele per mezzo dei profeti, ma in modo ancora più bello e più forte ha parlato all’umanità quando il Signore Gesù, Suo Figlio, era sulla terra.
Dopo la morte e la risurrezione del Signore, e per più di 2000 anni, gli uomini hanno potuto udire i messaggi di Dio, cioè i cristiani, dire loro da parte Sua: “Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro, e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, di cui Dio ha parlato fin dall’antichità per bocca dei suoi santi profeti” (Atti 3:19-21).
Dio parla a tutti; e oggi, essendo la Bibbia la Sua Parola, largamente diffusa nel mondo, buona parte dell’umanità può venire a conoscenza dei pensieri di Dio e della Sua volontà. Ma attenzione! Verrà il giorno in cui Dio tacerà e non rivolgerà più agli uomini il Suo messaggio d’amore.
In un piccolo villaggio, gli abitanti si erano talmente abituati ad udire il rumore, 24 ore su 24, del martello della fucina che non vi facevano più caso. Ma una notte, quando un guasto fermò gli impianti e fece cessare il rumore, gli abitanti si svegliarono, molto turbati da quell’insolito silenzio!
Caro amico, tu che oggi sei raggiunto da queste parole corri il rischio di essere talmente abituato ad udire il messaggio di salvezza di Dio che la tua coscienza si è come addormentata, senza essere stata toccata. Se ti sveglierai quanto Dio non parlerà più, sarà troppo tardi, sarai perduto!
Dio parla una volta, e anche due, ma l’uomo non ci bada; parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti; allora egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti, per distogliere l’uomo dal suo modo di agire e tenere lontano da lui la superbia; per salvargli l’anima dalla fossa, la vita dalla freccia mortale. (Giobbe 33:14-18)




