O DIO, quanto è preziosa la tua benignità! Perciò i figli degli uomini si rifugiano sotto l’ombra delle tue ali; essi si saziano dell’abbondanza della tua casa, e tu li disseti al torrente delle tue delizie. Poiché presso di te è la fonte della vita, e per la tua luce noi vediamo la luce. (Salmo 36:7-9)
Anni fa, in un villaggio ci fu un lungo periodo di interruzione dell’energia elettrica. Per alcune settimane le case furono rischiarate soltanto da candele o da lampade a petrolio.
Così gli abitanti si erano abituati a passare le serate nella semioscurità. Quando la corrente fu di nuovo erogata, restarono abbagliati. Si erano dimenticati quanta luce facesse una lampadina elettrica!
Analogamente, l’uomo non si abitua forse a vivere nell’oscurità morale del mondo?
Rifiuta di rivolgersi al suo Creatore, colui che ha creato non solo la luce fisica ma che desidera anche far brillare nei nostri cuori la luce spirituale.
La vera luce è l’evangelo, la “buona novella” della grazia di Dio. Il Salvatore Gesù è venuto in questo mondo per chiamare dalle tenebre alla luce tutti quelli che accettano per fede il valore del suo sacrificio.
Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce; voi, che un tempo non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia. (1 Pietro 2:9-10)
Abbiamo realizzato umilmente davanti a Dio che il nostro stato di peccatori ci teneva in una profonda notte morale?
Ma alzati e stà in piedi, perché per questo ti sono apparso: per costituirti ministro e testimone delle cose che tu hai visto e di quelle per le quali io ti apparirò, liberandoti dal popolo e dai gentili, ai quali ora ti mando, per aprir loro gli occhi e convertirli dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, affinché ricevano mediante la fede in me il perdono dei peccati e un’eredità tra i santificati”. (Atti 26:16-18)
Ci è necessario, mediante la confessione dei nostri peccati, trovare in Gesù la luce della vita. E se siamo diventati, per la grazia di Dio e per la fede in lui, dei “figli di luce”, dobbiamo ritornare frequentemente sotto la luce divina, la Parola di Dio. Questo sarà il mezzo per mantenerci in una relazione “senza ombra” con Dio.
Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che vi annunziamo: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna. (1 Giovanni 1:5)



