Gettate l’ancora

Non spaventatevi, non temete! Non te l’ho forse annunciato e dichiarato da tempo? Voi siete miei testimoni. C’è forse un Dio all’infuori di me? Non c’è altra Rocca; non ne conosco alcuna. (Isaia 44:8)

L’arte della navigazione ha fatto grandi progressi da quando i nostri antenati misero in mare la prima zattera. Non c’è parte delle navi e del loro sartiame che non abbia subito delle continue modifiche.

Tuttavia due parti essenziali sono rimaste: l’ancora e il timone.

L’ancora sprofonda in mare, per arrivare sul fondale invisibile e fissarsi lì solidamente. La nave può essere sballotata: se la catena è solida e l’ancora ben fissata, non sarà trascinata via dalla tempesta.

In qualsiasi situazione ti trovi, in piena vitalità o vicino alla morte, getta l’ancora della tua speranza su quel fondale solido come una roccia, ma sempre accessibile: Gesù!

La catena è come le promesse divine; esse arrivano fin nel profondo.

Così Dio, volendo dimostrare agli eredi della promessa più chiaramente l’immutabilità del suo consiglio, intervenne con un giuramento, affinché per mezzo di due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, avessimo un grande incoraggiamento noi, che abbiamo cercato rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci è stata messa davanti. Questa speranza che noi abbiamo è come un’àncora sicura e ferma della nostra vita, e che penetra fin nell’interno del velo, dove Gesù è entrato come precursore per noi, essendo divenuto sommo sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek. (Ebrei 6:17-20)

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