Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. (1 Giovanni 1:9)
Un giovane stava scontando una pena interminabile: trent’anni di prigione. Nel suo intimo, tutto era ribellione e disperazione. Un giorno un compagno, che stava per essere liberato, gli regalò un libro di cui non sapeva che farne.
Era una parte della Bibbia. Il giove iniziò a leggerlo. Poco a poco si produsse in lui un cambiamento. La luce aprì un varco nel suo scuro universo interiore.
Ecco ciò che egli scrisse: “Ero un uomo corrotto, un bestemmiatore, ma ora è cambiato tutto e la mia cella è rischiarata dalla presenza del Signore. Agli occhi della società, sono sempre un criminale, ma agli occhi di Dio, sono una nuova creatura”.
Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove. (2 Corinzi 5:17)
Questa è la potenza di vita che la Bibbia, il libro di Dio, ha in serbo per ogni uomo. Simile ad una lampada, essa rischiara il nostro cammino.
La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero. (Salmi 119:105)
E’ anche come uno specchio fedele che riflette ciò che siamo, una spada che mette a nudo i pensieri e i sentimenti del nostro cuore.
Poiché, se uno è uditore della parola e non facitore, è simile a un uomo che osserva la sua faccia naturale in uno specchio; egli osserva se stesso e poi se ne va, dimenticando subito com’era. (Giacomo 1:23-24)
La parola di Dio infatti è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. (Ebrei 4:12)
Ma la Parola di Dio è anche un seme portatore di vita, una pioggia benefica che fa crescere, un’acqua che lava e un fuoco che purifica.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, in modo da dare il seme al seminatore e pane da mangiare, così sarà la mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per cui l’ho mandata. (Isaia 55:10-11)
«La mia parola non è come il fuoco?», dice l’Eterno, «e come un martello che spezza il sasso? (Geremia 23:29)
E’ anche il pane indispensabile al nutrimento dell’anima, un tesoro molto più prezioso di tutte le ricchezze terrene.
Ma egli, rispondendo, disse: «Sta scritto: “L’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio”». (Matteo 4:4)
Non è necessario trovarsi nella cella di una prigione per scoprirla; e, una volta scoperta, andare, per mezzo suo, ad incontrare quella persona incomparabile che è Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il Salvatore, il centro di tutta la rivelazione di Dio.



