E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate affinché anche il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni i vostri peccati. (Marco 11:25)
Nel 1498 Luigi XII, duca d’Orleans, succedette sul trono di Francia a Carlo VIII.
Parecchi di coloro che avevano combattuto il duca d’Orleans, al tempo di quella che fu chiamata “la guerra folle”, temettero la sua vendetta, tanto più che si era appreso che il re si era fatto consegnare la lista degli ufficiali e che, davanti al nome dei suoi oppositori, aveva tracciato una croce con l’inchiostro rosso.
Duplessis-Morney, uno di loro, chiese un’udienza al re e s’informò con coraggio della sorte che era loro riservata. Il re stupì di questa richiesta: perché pensare che ci sarebbe stato per loro un trattamento particolare?
– Insomma, Sire, non è forse vero che avete segnato i nostri nomi con una croce rossa?
– E’ vero, rispose Luigi XII.
– Perché, vi prego, questo segno?
– Unicamente, disse il re, per ricordarmi queste parole di Gesù: “io ti ho condonato tutto quel debito, perché mi hai supplicato.” Non bisogna forse che anche noi perdoniamo? Calmatevi, Signor Duplessis, il re di Francia ha dimenticato le offese fatte al duca d’Orleans.
Questo fatto storico è una bella lezione per tutti, in particolare per noi credenti, che abbiamo ricevuto il perdono di Dio nel momento in cui abbiamo creduto al valore del sangue che Gesù Cristo ha versato al Calvario per cancellare le nostre colpe.
Allora non facciamo come il servo malvagio, di cui ha parlato il Signore nella parabola, che esigeva da un suo conservo il saldo di un piccolo debito, quando a lui il padrone ne aveva condonato uno enorme.
Perciò il regno dei cieli è simile ad un re, il quale volle fare i conti con i suoi servi. Avendo iniziato a fare i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. E non avendo questi di che pagare, il suo padrone comandò che fosse venduto lui con sua moglie, i suoi figli e tutto quanto aveva, perché il debito fosse saldato. Allora quel servo, gettandosi a terra, gli si prostrò davanti dicendo: “Signore, abbi pazienza con me e ti pagherò tutto”. Mosso a compassione, il padrone di quel servo lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Ma quel servo, uscito fuori, incontrò uno dei suoi conservi, che gli doveva cento denari; e, afferratolo per la gola, lo soffocava dicendo: “Pagami ciò che mi devi”. Allora il suo conservo, gettandosi ai suoi piedi, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto”. Ma costui non volle, anzi andò e lo fece imprigionare, finché non avesse pagato il debito.
Ora gli altri servi, visto quanto era accaduto, ne furono grandemente rattristati e andarono a riferire al loro padrone tutto ciò che era accaduto. Allora il suo padrone lo chiamò a sé e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché mi hai supplicato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?”. E il suo padrone, adiratosi, lo consegnò agli aguzzini finché non avesse pagato tutto quanto gli doveva. Così il mio Padre celeste farà pure a voi, se ciascuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello i suoi falli». (Matteo 18:23-35)
Ognuno di noi impari a perdonare di cuore al proprio fratello.
Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo. (Efesini 4:32)


