Il trauma della filosofia

Guardate che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vano inganno, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo, poiché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità. (Colossesi 2:8-9)

Marco ha appena iniziato il triennio del liceo. Un anno difficile e impegnativo in cui si confronta con una nuova materia: la filosofia.

Molto aperto, Marco partecipa alle lezioni con passione e racconta tutto a casa durante la cena. I suoi genitori cercano di mostrargli i limiti della filosofia e gli danno questi consigli:

  • Certamente è importante che tu impari a costruire una sana riflessione per non reagire soltanto in funzione dei tuoi sentimenti.
  • Ma non affidarti troppo alla filosofia perché, di domanda in domanda, spesso si rimane con meno certezze e più dubbi. Non troverai la verità, e dovrai accontentarti di conoscere il pensiero di tale o tal altro filosofo per confrontarlo con le tue convinzioni.
  • Per mezzo della riflessione, non possiamo uscire dal nostro orizzonte umano per accedere a ciò che ci supera. Abbiamo bisogno di una sua rivelazione per metterci in relazione con Dio. Questa conoscenza di Dio impegna allora totalmente il nostro essere: pensieri, coscienza, azioni.
  • Non si conosce la vera saggezza con la sola riflessione. Certamente dobbiamo riflettere, ma sopratutto dobbiamo essere consapevoli di ciò che Dio ha rivelato nella Bibbia e crederlo. Questa è la ricchezza dell’Evangelo.

Inoltre, ragionare non basta; bisogna ricevere ciò che Dio dice e ritornare a lui. Egli è pronto ad accogliere chiunque crede. Allora, per mezzo della fede in Gesù Cristo, si compirà un cambiamento completo nei nostri pensieri e nella nostra vita.

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