Trasformato

Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all’Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro DIO che perdona largamente. (Isaia 55:7)

Il ragazzo della parabola reclama la sua parte di eredità e lascia la casa paterna. Forse pensa: “Più sarò lontano da casa, meglio sarà!”

Ma si sbaglia. Spende tutto nei divertimenti e rimane senza niente. Cade così in basso che arriva a desiderare, per la fame che ha, il cibo dei maiali. A quel punto c’è una svolta. Rientra in sé, ricorda di quanto si stia bene nella case del padre.

Mi leverò e andrò da mio padre, e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi lavoratori salariati”. Egli dunque si levò e andò da suo padre. (Luca 15:18-20)

Questa parabola illustra cosa sono il pentimento e la fede. Pentimento non significa fare penitenza e compiere degli atti meritori, pensando che possano compensare le colpe.

Pentirsi significa sentire il peso del proprio peccato e confessarlo a Dio. Ma solo la confessione non basta. Ci vuole la fede in Lui, nel suo amore, e accettare Cristo come Salvatore. Allora avviene un cambiamento nei pensieri, che si manifesta con delle azioni.

Questo nuovo orientamento dei pensieri e degli affetti di chi entra in relazione con Dio resta un meraviglioso segreto all’interno di chi si pente. Ma gli atti legati alla conversione sono ben visibili.

Un giorno, la gente aveva visto quel giovane lasciare la casa paterna. Poi, lo hanno visto ritornare, contrito e umiliano. Lo hanno visto raggiante, per la gioia di essere perdonato e amato dal padre.

Noi, conosciamo il perdono di Dio e quella pace profonda ed eterna che ne è la conseguenza?

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