Salvata per grazia

Una donna anziana, conosciuta per la sua vita religiosa e onesta, era andata ad una riunione di evangelizzazione. Il pastore aveva spiegato le ultime parole di Cristo alla croce: “E’ compiuto”.

Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: «È compiuto!» E, chinato il capo, rese lo spirito. (Giovanni 19:30)

Dopo la riunione, si trattenne ancora nella sala per parlare con il pastore. Il quale si accorse che aveva una coscienza sensibile e tormentata. Non si sentiva pronta per l’aldilà, anche se aveva sempre tenuto una condotta morale. Disse che frequentava la chiesa, era servizievole verso i vicini, leggeva la Bibbia e diceva le preghiere.

“Ma – aggiunse – Dio oggi mi ha fatto vedere che avevo percorso una strada sbagliata. Invece di ricevere Gesù come Salvatore, con le mie buone opere mi sono fatta un salvatore. Per favore, preghi per me!”

Ora ella non contava più su se stessa né sulle sue opere, ma sul pastore e le sue preghiere. Non era ancora la soluzione giusta; così il pastore rispose:

“Gesù ha detto: E’ compiuto. La sua opera alla croce è così perfetta che non è necessario aggiungere né le sue preghiere né le mie. Basta che lei metta tutta la sua fiducia in ciò che Lui ha compiuto per la sua salvezza. E’ l’unico mezzo per essere salvata”.

Il Signore le diede di afferrare subito la verità e respingere ogni falso appiglio. Con la semplicità d’un bambino, si confidò pienamente nella persona e nell’opera del Signore Gesù. Ormai era pronta per il cielo.

Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori. (Efesini 2:8-9)

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