Argomento di conversazione

A tavolo di un ristorante, un chiacchierone si sforzava di dimostrare scientificamente che la Bibbia non è altro che una raccolta di leggende. Al tavolo vicino un altro cliente lo ascoltava mentre finiva di mangiare un’arancia. Egli lo interpellò coì:

“Mi dica signore, quest’arancia era buona?” – “Come faccio a saperlo se è lei che l’ha mangiata?” – “Ebbene, riprese il credente, ecco ciò che le faccio osservare: lei parla di cose che non ha gustato personalmente.”

In quel tempo Gesù prese a dire: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. (Matteo 11:25)

Noi possiamo analizzare scientificamente la composizione dell’aria, ma non sarà questa conoscenza a ossigenare i nostri polmoni e a farci vivere.

L’analisi del contenuto d’un bicchiere d’acqua non ci disseterà se non lo beviamo; allo stesso modo, una conoscenza intellettuale delle verità cristiane non fa diventare credente.

Così come bisogna mangiare l’arancia per sapere se è buona, respirare l’aria per vivere e bere l’acqua per dissetarci, è indispensabile credere alla Parola di Dio per ricevere ciò che essa dona: la vita eterna.

Dio ci ha dato l’intelligenza non per farci arrivare a una conoscenza teorica della verità divina; egli desidera soprattutto che essa penetri nel cuore e nella coscienza.

Perché non credere semplicemente alle dichiarazioni della Bibbia che è la Parola di Dio? L’amore di Dio non si spiega, si gusta.

Deposta dunque ogni malizia ed ogni inganno, le ipocrisie, le invidie ed ogni maldicenza, come bambini appena nati, desiderate ardentemente il puro latte della parola, affinché per suo mezzo cresciate, se pure avete gustato che il Signore è buono. (1 Pietro 2:1-3)

E’ l’esperienza di quanti hanno posto la loro fiducia nel Signore Gesù Cristo, morto sulla croce per cancellare i loro peccati.

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