Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell’uomo ch’egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti». (Atti 17:30-31)
Ci sono leggi che vengono ignorate sperando che non ne segua danno. Ma in questo versetto c’è un comandamento particolarmente importante perché viene da Dio.
“Dio … comanda”.
Non si tratta di un consiglio né di una raccomandazione. E’ un ordine. Possiamo anche disubbidire, ma non senza subirne le conseguenze. Oggi è il tempo della grazia, adesso è il giorno della salvezza.
A chi è indirizzato questo comandamento? A tutti gli uomini. Non c’è alcuna distinzione di razza o di luogo. Questo ordine divino, urgente e universale, riguarda tutti.
Ma cosa ordina Dio? Che gli uomini si ravvedano. Ravvedersi, termine sempre attuale, significa riconoscersi peccatori perduti, colpevoli davanti a Dio, meritevoli del suo giusto giudizio. A chi si riconosce tale, Dio offre il suo perdono secondo quanto egli stesso ha stabilito.
Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui. (Giovanni 3:36)
L’ordine che Dio dà non deve lasciare nessuno indifferente, perché ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo. Il giudice è già nominato: Gesù Cristo. O lo accettiamo come nostro Salvatore oggi, o sarà il nostro giudice domani.



