A Firenze, nel XVI secolo, un gruppo di artisti stava osservando un enorme blocco di un bellissimo marmo, alto quattro metri, purtroppo già intaccato dalla mano di uno scultore maldestro. Tutti pensavano: “Non se ne potrà ricavare nulla”.
Ma una mattina, un giovane rizzò una palizzata intorno al blocco abbandonato. Per quattro anni si udì il rumore dello scalpello che lavorava la pietra. Quando furono rimosse le assi, i fiorentini, stupiti, poterono contemplare la magnifica statua del “David” di Michelangelo, ancora oggi uno dei gioielli della città. Da un blocco freddo e informe era sorto sotto lo scalpello del maestro, un capolavoro di rara bellezza.
Sono numerosi quelli che dicono: “Mi sono rovinato la vita”. Hanno scolpito in modo maldestro il marmo della loro esistenza. Che cosa resta dei loro sforzi e delle loro speranze? Gesù Cristo dice: “Non disperare! Dammi la tua vita tormentata e miserabile; io la trasformerò alla gloria di Dio”. Se affidiamo la nostra vita alla sua volontà, Egli la trasformerà in un capolavoro.
Tuttavia, SIGNORE, tu sei nostro padre; noi siamo l’argilla e tu colui che ci formi; noi siamo tutti opera delle tue mani. (Isaia 64:8)
Incomincerà col rizzare una palizzata tra noi e quello che abbiamo amato prima, un possibile ostacolo al suo lavoro. Scaverà profondamente nella coscienza e nel cuore. Infatti quello che vuole produrre in noi è la propria immagine morale: i suoi caratteri di giustizia e amore, di compassione …
Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità. (Efesini 4:21-24)
Solo il Signore sa trasformare in un capolavoro quello che noi abbiamo rovinato, facendo di chi crede una “nuova creatura” in grado di vivere alla presenza di Dio per sempre.
Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. (Efesini 2:9-10)



