Regala una Bibbia

Ma, anche se doveste soffrire per la giustizia, beati voi! «Or non abbiate di loro alcun timore e non vi turbate», anzi santificate il Signore Dio nei vostri cuori e siate sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domandi spiegazione della speranza che è in voi con mansuetudine e timore, avendo una buona coscienza affinché, quando vi accusano di essere dei malfattori, vengano svergognati coloro che calunniano la vostra buona condotta in Cristo. (1 Pietro 3:14-16)

Per uno stage, al termine degli studi, Alice ha trascorso tre mesi in un piccolo paesino. Alcuni abitanti hanno avuto così l’occasione di apprezzare la sua serietà e la sua gentilezza.

Prima della sua partenza, è andata a salutare i suoi nuovi amici e ha ricevuto una Bibbia, in ricordo del suo soggiorno in quel luogo. Rimase muta, sconcertata, alquanto a disagio. Più tardi spiegò la sua reazione. Quel regalo l’aveva sorpresa, perché toccava le sue convinzioni profonde, personali.

La lettura della Bibbia, infatti, non può lasciare indifferente un lettore sincero. Essa rivela quello che c’è in noi di più segreto, così come la luce svela gli angoli oscuri di un locale buio. Mette a nudo il nostro cuore e illumina le motivazioni intime. Non adula l’uomo; anzi, lo dichiara peccatore e perduto.

La parola di Dio infatti è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. (Ebrei 4:12)

Ma il suo messaggio non si ferma lì. La Bibbia ci fa vedere anche che Dio ama ogni uomo, e l’ha dimostrato dando suo Figlio Gesù Cristo per regolare definitivamente il problema del peccato, con la sua morte sulla croce. Così Dio può offrire il perdono a quelli che credono in quel sacrificio e dà al cuore pace e gioia eterna. Non temiamo di regalare delle Bibbie.

Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, in modo da dare il seme al seminatore e pane da mangiare, così sarà la mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per cui l’ho mandata. (Isaia 55:10-11)

Non dobbiamo quindi avere vergogna del Vangelo!

Infatti io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. (Romani 1:16)

 

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