Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù, il Signore, e siamo vostri servi per amore di Gesù, perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è lo stesso che ha fatto brillare il suo splendore nei nostri cuori per illuminarci nella conoscenza della gloria di Dio, che rifulge sul volto di Gesù Cristo. (2 Corinzi 4:5-6)
Nel libro dei Proverbi Salomone, parlando della “Saggezza”, enuncia alcune delle glorie del Figlio di Dio.
L’Eterno mi possedette al principio della sua via, prima delle sue opere più antiche. Fui stabilita dall’eternità, dal principio, prima che la terra fosse. Fui prodotta quando non c’erano ancora gli abissi, quando non c’erano sorgenti rigurgitanti d’acqua. Fui prodotta prima che le fondamenta dei monti fossero consolidate, prima delle colline, quando non aveva ancora fatto né la terra né i campi né le prime zolle della terra. Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sulla superficie dell’abisso, quando rendeva stabili i cieli di sopra, quando rafforzava le fonti dell’abisso, quando assegnava al mare il suo limite perché le acque non oltrepassassero il suo comando, quando stabiliva le fondamenta della terra, io ero presso di lui come un architetto, ero ogni giorno la sua delizia, rallegrandomi ogni momento davanti a lui; mi rallegravo nella parte abitabile del mondo e trovavo il mio diletto con i figli degli uomini. (Proverbi 8:22-31)
La “Saggezza” è “fin dall’eternità”; del Figlio di Dio l’apostolo Giovanni parla in questi termini:
Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. (Giovanni 1:1-2)
La vediamo presso a Dio come suo “artefice” nell’opera della creazione.
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. (Giovanni 1:3)
Anche Paolo scrisse: Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. (Colossesi 1:15-17)
In presenza di Dio, la “Saggezza” si rallegrava “in ogni tempo”, e a questa sua gioia se ne aggiunge un’altra, che non ci saremmo aspettati: “mi rallegravo nella parte abitabile del mondo e trovavo il mio diletto con i figli degli uomini”.
Davanti a sé aveva l’immenso universo che si stava formando, quando Dio “fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sulla superficie dell’abisso, quando rendeva stabili i cieli di sopra, quando rafforzava le fonti dell’abisso, quando assegnava al mare il suo limite perché le acque non oltrepassassero il suo comando, quando stabiliva le fondamenta della terra”; ma il suo interesse si concentrava su quel piccolissimo spazio in cui abitavano gli uomini.
Gesù Cristo sapeva in anticipo quanto avrebbe dovuto soffrire su questa terra, sulla quale un giorno sarebbe sceso per cercare e salvare degli uomini peccatori e ribelli; ma si rallegrava di fronte alla prospettiva dei risultato del sacrificio che avrebbe compiuto per salvarli.
Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio. (Ebrei 12:1-2)



