Noi, di nascita Giudei e non peccatori fra i gentili, sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù, affinché fossimo giustificati mediante la fede di Cristo e non mediante le opere della legge, poiché nessuna carne sarà giustificata per mezzo della legge. (Galati 2:15-16)
Nelle parabole del Signore Gesù, riferite in Luca 15, tutto il cielo è in attività per la salvezza di ciò che è perduto: il buon pastore (Gesù Cristo) non ha requie finché non trova la pecora smarrita; la donna (figura dello Spirito Santo) cerca la moneta perduta, di notte tra la spazzatura della casa; il padre (Dio) non cessa di amare il figlio disubbidiente e aspetta pazientemente il suo ritorno, pronto a stringerlo al cuore.
Non è niente, per noi peccatori, il fatto che Dio ci cerca con tanto amore e pazienza?
Dio vuole la nostra felicità. Ci siamo allontanati da lui come il figlio prodigo, ma Egli aspetta che, coscienti della nostra colpevolezza ritorniamo a lui. Ha fatto tutto il necessario perché sia possibile questo ritorno, per perdonarci pur non venendo meno alla sua giustizia, alla sua santità e al suo amore. Cristo è morto per espiare i peccati di tutti quelli che credono.
Il figlio prodigo è uno di questi. Se un tempo ha disprezzato l’amore di suo padre, ora ha preso una decisione:
Mi leverò e andrò da mio padre, e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi lavoratori salariati. (Luca 15:18-19)
Ha fatto delle esperienze terribili, ridotto al punto di mangiare il cibo che dava ai porci. Così ritorna. Il padre lo riceve e lo abbraccia. E’ salvo.
E i suoi compagni di miseria che continuano a vivere nel peccato? Sono perduti. E il fratello maggiore che fa valere le sue buone opere e pensa di meritare la salvezza? E’ perduto anche lui, a meno che rinunci ai propri meriti per conoscere l’amore del Padre.
Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori. (Efesini 2:8-9)



