Non fatevi altri dèi accanto a me; non vi fate dèi d’argento, né dèi d’oro. (Esodo 20:23)
In Genesi 3:19, Dio dichiara: “mangerai il pane col sudore del tuo volto”, il che significa: dovrai lavorare con fatica per poter vivere. Lo fanno tutti, o quasi. Per ubbidire a Dio? Per la verità non si può fare diversamente: se non si coltiva, non cresce niente, se non si alleva il bestiame, non si ha carne ecc.
Con il passare dei secoli, il “baratto” (scambio di beni) è stato sostituito dal denaro. Ma più se ne ha, più se ne vuole; tutto è centrato sul denaro. Si potrebbe quasi dire che nella nostra epoca si adora il “dio denaro”.
Denaro e lavoro sono praticamente sinonimi perché senza lavoro non c’è denaro. E se qualcuno non ha lavoro, ha la sensazione di non essere nessuno. Quando si chiede: “Chi è quel tale?” la risposta è: un commerciante, un dirigente, un operaio ecc. Perdendo il lavoro si perde la propria identità.
Vi pare che Dio voglia che sia il lavoro a definire l’identità di una persona? Dio ama ognuno di noi, senza preferenze e senza motivo, soltanto perché Lui è amore. Egli riconoscer il valore intrinseco di ogni essere umano, perché l’uomo è stato fatto a somiglianza di Dio.
Il lavoro è indispensabile, è Dio che ce l’ha dato per il nostro equilibrio fisico. Ma dobbiamo lasciarlo al suo giusto posto: che esso non interferisca col tempo necessario alla nostra relazione col Signore.
Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro; oppure sarà fedele all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona. (Matteo 6:24)



