Non temere quando uno si arricchisce, quando la gloria della sua casa aumenta, perché quando morrà non porterà nulla con sé; la sua gloria non scenderà dietro di lui. (Salmi 49:16-17)
La storia ci insegna che Mazarino era avaro e che si era arricchito a spese dello Stato. Approfittò degli ultimi anni della sua attività presso il re per accrescere il proprio patrimonio personale. Fece nel suo palazzo feste sontuose e vi accumulò le più belle collezioni d’arte. Brien, suo segretario, racconta un episodio di uno dei suoi ultimi giorni:
“Lo sentii entrare dal rumore che facevano le su pantofole, e mi nascosi. Parlava da solo, percorrendo la galleria dei quadri: «Devo lasciare tutto questo!» Si fermava, posava lo sguardo su un altro oggetto e ripeteva sospirando: «Anche questo devo lasciare … Addio cari quadri, che ho amato tanto. Non vi vedrò più là dove sto per andare …».”
Senza aspettare l’ultimo momento, ricordiamoci che le cose che ci circondano e alle quali ci attacchiamo così facilmente, sono come i tesori di Mazarino: tutti da lasciare! Se la tua vita non è stata altro che un inseguimento di beni terreni, fosse anche stata coronata di successo, non temere di dire che è una vita persa.
Non vi fate tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine guastano, e dove i ladri sfondano e rubano, anzi fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sfondano e non rubano. Perché dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. (Matteo 6:18-21)
Gesù è in cielo. Se il nostro cuore si attacca a Lui, al valore del suo sacrificio per noi peccatori, eccoci rivestiti delle sue perfezioni, legati a Lui per sempre. Il nostro tesoro è lì al sicuro, in Gesù.




