In quella stessa notte l’Eterno gli disse: «Prendi il toro di tuo padre e il secondo toro di sette anni, demolisci l’altare di Baal che appartiene a tuo padre e abbatti l’Ascerah che gli sta vicino; poi costruisci un altare all’Eterno, il tuo DIO, in cima a questa roccia nell’ordine dovuto; prendi quindi il secondo toro e offrilo in olocausto sulla legna dell’Ascerah che avrai abbattuto». (Giudici 6:25-26)
Due amici si incontrano a distanza di diversi anni e dopo i soliti saluti, si domandano reciprocamente come stanno.
Uno di loro, nonostante le difficoltà che le circostanze della vita gli hanno riservato, dice di stare molto bene e tale benessere lo sta provando soprattutto da quando ha avuto modo di fare un’esperienza personale con Cristo Gesù e di averlo accetto nella sua vita come proprio Salvatore.
Di contro l’altro gli risponde che da lungo tempo si sente particolarmente giù di morale e che in lui si è spento qualsiasi entusiasmo e gioia di vivere e dopo un attimo di smarrimento, quasi incuriosito, gli domanda cosa volesse significare ciò che gli aveva detto a proposito della sua esperienza.
L’amico replicò e gli disse che, anche lui, anni prima, si sentiva demoralizzato, depresso, scoraggiato ma un giorno incontrò un suo amico che gli parlò di Gesù che può guarire, che può liberare, che può salvare e che se lo avesse invocato con tutto il suo cuore, certamente sarebbe intervenuto in suo soccorso.
Lui seguì il consiglio dell’amico, pregò il Signore e Egli intervenne nella sua vita.
Anche tu ascolta la voce di Dio. Abbatti quel muro. Demolisci quella barriera. Elima il pregiudizio che è in te. Avvicinati a Gesù e costruisci su Lui la tua vita. Egli è il fondamento della nostra vita. Cristo Gesù è la nostra rocca.



