Andate dunque a gridare agli dèi che avete scelto; vi salvino essi nel tempo della vostra avversità! (Giudici 10:14)
Era un tir con rimorchio grandissimo, con diciotto ruote, qualcosa di sbalorditivo. Nel girare urtò, con l’ultima parte del rimorchio, un’auto che viaggiava dietro. Non si accorse di nulla ma, nell’urto, la macchina sbandò e cadde in un burrone di circa venticinque metri di profondità; alla guida c’era Linda Myers, una disabile di quarantadue anni. L’auto era munita di radio ed altre attrezzature per chiedere soccorso e Linda le utilizzò subito ma – ahimè – nessuno rispondeva.
Dopo quattordici ore, stremata, la donna gridò: “Signore, ti prego, manda qualcuno ad aiutarmi”. Ne giro di cinque minuti arrivò un camionista che aveva sentito il suo appello alla radio e la aiutò. Il Signore aveva già provveduto, prima ancora che Linda gli chiedesse aiuto.
Questo episodio ci mette davanti a differenti interrogativi: In primo luogo, come si può urtare una macchina, per piccola che sia, e non accorgersi di nulla? E in secondo luogo, la richiesta d’aiuto era stata fatta a tutti per molte ore; com’è possibile che nessuno abbia risposto? Questo è un chiaro segnale dell’egoismo che c’è nel mondo, ognuno pensa a sé.
Però ci fa anche riflettere su chi è fondata la nostra speranza. Questa donna chiamò i soccorso e tentò in tutti i modo di chiedere aiuto, ma solo quando gridò a Dio ricevette veramente quello che chiedeva.
E tu? A chi chiedi aiuto quando sei in difficoltà? A chi gridi nella distretta?
In cielo c’è un call center ben organizzato e la linea di Dio è sempre libera e disponibile in qualsiasi momento tu chiami; perciò non esitare, grida a Dio, il suo orecchio è attento e il suo sguardo è volto verso coloro che lo cercano con tutto il cuore! Dio ti benedica!



